sistermorphine: THIS IS NOT AN EXIT

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martedì, 03 giugno 2008

we call upon the author to explain

Cara Kumiko,

mi dispiace.

 

Non ho avuto modo di venirti a trovare oggi, e ultimamente le cose non mi sono andate affatto bene.

 

Inanzitutto non ho sentito la sveglia e mi sono svegliata tardi. Sono andata a correre nel parco vicino casa, ma sono caduta su una roccia aguzza, e mi sono fatta male al ginocchio.

La rotula è scivolata via dalla camera articolare, trascinando con sè i legamenti. Mio marito mi ha portato all’ospedale che io gridavo ancora come un macaco.

 

Lì abbiamo dovuto aspettare a lungo. Mentre eravamo in coda, sono infatti arrivate tre persone coinvolte in un grave incidente stradale, che naturalmente avevano la precedenza su tutti. Due di loro avevano delle barre d’acciaio inox infilate nel basso addome (come le bandiere di un’ambasciata), l’altro aveva perso l’occhio sinistro e tutti i denti dell’arcata superiore. Era una vera e propria maschera di sangue e materia collagenosa gialla. Sembrava Apollo Creed dopo il match al Madison Square Garden contro il russo. L’est contro l’ovest. Che massacro.

Fatto sta che questo tipo vomitava un impasto rosastro, sembrava proprio risotto al salmone, a giudicare dagli effluvi che si sentivano. In una parola? Terribile.

 

Ad ogni modo queste tre persone erano accompagnate da parenti e conoscenti, tutti vestiti a festa (erano probabilmente di ritorno da un matrimonio), e piangevano, urlavano e si strappavano capelli e vestiti a vicenda. Uno di loro, piuttosto attempato e con i capelli ricci e disordinati, ha anche minacciato di uccidersi attaccandosi alla bombola di protossido d’azoto se qualcuno non faceva immediatamente qualcosa.

Così i dottori e gli infermieri lo hanno placato con un po’ di atropina in vena, e lui si è accasciato improvvisamente al suolo come un ippopotamo.

 

Il dolore mi faceva impazzire, e dopo un’eternità, finalmente il mio turno è arrivato. Quando il dottore mi ha visitato mi ha detto che la situazione non era per niente buona, e che non avrei camminato più normalmente. Io mica ci ho creduto. Anche a Rocky Balboa, lo stallone italiano, i medici avevano consigliato di ritirarsi già nel secondo episodio, ma poi lui ha mandato al tappeto Clubber Lang, Ivan Drago (vendicando Apollo), Tommy “Machine” Gun (nelle strade di Philadelphia!) e ha combattuto anche nell’ultimo epsiodio, anche se lo poteva risparmiare, visto che sembrava quasi arterosclerotico. Ah, e ho dimenticato Labbra Tonanti, il non-plus-ultra del maschio, sempre nell’episodio terzo, quello in cui ha i capelli alla Little Tony. Alla fine dell’incontro non ho mai capito perché fanno anche la foto insieme.

 

Il medico mentre mi visitava mi tastava anche le tette, sotto lo sguardo compiaciuto di mio marito. Devo dirtelo, mio marito è proprio un porco, ma ultimamente qualcosa sta cambiando. Si sta comportando davvero bene. Beh, non che mi dispiaccia quando fa il porco, anzi. Che sia questo episodio in apparenza così sgradevole a porre fine al brutto periodo del nostro matrimonio? Mi ha assicurato che non intende più vedere la quindicenne a cui dava ripetizioni di matematica, anche se continua a dire che lei gli ha fatto le migliori fellatio di tutta la sua vita. Tornava a casa con gli occhi ancora sognanti e diceva: “altro che cornetto Algida. Me lo fa diventare Magnum Double.”

 

Mi ha confidato di recente che vorrebbe dei rapporti sessuali più vivaci. Spesso mi dice che a lui piacerebbe sbattere la mia testa sul tavolo proprio mentre lo facciamo. Ripetutamente, intende.

Io non sono convinta, ma sai che mi sono detto? Che non lo ero neanche quando mi aveva consigliato di provare con le zucchine. Poi, invece, andò così bene.

 

Sarebbe bello ricominciare ad amarsi perché anche nostro figlio ne avrebbe bisogno; specialmente dopo il suo incidente, che non ti ho ancora raccontato.

 

In poche parole ti posso dire che gli è rimasta incastrata una mano nel tostapane acceso, per circa cinque minuti. Io non sentivo le urla perché ero in doccia con la radio accesa, ma quando sono uscita l’ho aiutato subito a liberarsi. Immediatamente.  Ricordo ancora che c’era un puzzo insopportabile di panini tostati e burro e marmellata al lampone ed epidermide alla mugnaia. Tante urla. La sua mano era nera e rosso scuro, la manica della camicia tutta bruciata. Gli occhi erano fuori dalle orbite. E gridava come uno scimpanzé.

 

La cosa inquietante è che la radio stava passando “I saw her standing there” dei Beatles, la mia canzone preferita, e mio figlio gridava. La mano in quello stato grondava pus oltre che sangue e linfa. Non riuscivo neanche a guardarlo per la pena che mi faceva, e i Beatles cantavano la mia canzone preferita come se niente fosse. Capirai che non è una situazione in cui potessi sentirmi a mio agio.

 

Siamo usciti di casa che la radio ancora dava quella canzone e siamo andati in ospedale, urlando in sincrono.

 

In seguito all’amputazione delle tre dita centrali e all’elettrolucidatura del dorso della mano siamo tornati a casa mangiando cioccolato bianco con le mandorle, io, un kebab, lui. Sembrava triste, ma non tanto quanto un’analisi obiettiva delle sue prospettive di vita futura avrebbe meritato.

 

Ma basta parlare di me.   

Spero che per te le cose vadano meglio rispetto all’ultima volta in cui ti ho sentita.

Mi avevi detto che il tuo capo ti sbatteva nella macina del mulino e che tuo marito ha tentato di suicidarsi bevendo una caraffa di olio bollente, nel Mc Donald in cui lavorava. So che lo hanno portato nel più vicino ospedale psichiatrico, dove ha anche molestato sessualmente un vecchietto sulla sedia a rotelle.

 

E’ evidente che soffre ancora per la morte dei vostri gemellini, soffocati da quella stronza della sua ex amante con i clementini in offerta al supermercato. E pensare che anche mia figlia da piccola ha cercato di ingoiarne uno! (A proposito di mia figlia: la disintossicazione funziona benissimo e non vuole più vivere nel bidet).

 

Beh, finisce sempre che parlo di me. Come se poi ti interessasse; lo so che sei una stronzetta. Ma aspetto tue notizie al più presto.

 

Ti saluto.

Un bacio affettuoso, li dove ti piace (hihihihi).

 

La tua leoncina Kikushi

postato da: DirectorGood alle ore 19:56 | link |

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