addizionando la mia ignavia alla mia capacità di essere deludente in ogni tempo e luogo, si ottiene il perché più intimo del mio fascino.
sottraendo le cose che odio alle cose che amo si ottiene un numero negativo: riprenderò tale assunto più in là, quando tratterò del perché la felicità su questo pianeta è il premio per aver sopportato un’infelicità senza indecisioni (no alcool, no drugs, no seghe).
moltiplicando le mie pressoché mirabolanti doti di innovazione nel breve termine (cosa far cadere sulle scarpe nelle prossime 24 ore?) per la mia totale inefficacia nell’operare nel campo del saper vivere (chiudere il frigorifero una volta aperto, chiudere la porta di casa una volta uscito, non ricordarsi di aver lasciato il portafoglio alla fermata di porta genova una volta arrivato a cernusco lombardone) si può soltanto intuire l’arabescato caleidoscopio del mio spirito: per conoscermi del tutto, sarete costretti ad applicare quello che per gli antichi matematici russi era inteso come principio logico del soddisfacimento parziale (yes, I have intelligent).
dividendo per la popolazione mondiale femminile il numero di ragazze che non portano le mutande in un ordinario giorno feriale si trova un coefficiente adimensionale molto prossimo a uno. tale tendenza soffre in maniera abbastanza netta di un’eterogenesi delle cause, più che dei fini.
non tutte escono infatti senza mutande (in gergo maschile “senza paracadute”) per rimorchiare. per quello, come tutte ben sanno, sarebbe necessario andare in acquario o in biblioteca e far finta di leggere un libro.
visto che tuttò ciò che mi è rimasto di pulito consiste in un pigiama e in una cravatta, sarà meglio fare un bucato, progettando nel mentre un sistema termoirradiante in grado di asciugare gli indumenti in just one night.
sia chiaro che uscirei senza problemi con un pigiama blu fresco lana (che ritrae uno snoopy in splendida forma) matchato con cravatta a pois rossi su background viola, ma mi hanno appena spiegato che potrei indurre fotoallergie e disturbi compulsivi in passanti geneticamente predisposti.